CYNAROTERAPIA: COS’È E A COSA SERVE?

I carciofi sono noti da secoli per i loro effetti benefici sulla digestione. Ma pochi sanno che esiste una vera e propria cynaroterapia, una cura a base di carciofi. In cosa consiste?

Chi ha al suo attivo parecchie “primavere” si ricorderà dell’amaro “contro il logorio della vita moderna“, il cui nome deriva dal nome latino della pianta del carciofo.

Oltre che per fare le insalate, i “carciofi alla giudea” e gli amari, il carciofo ha ottime proprietà salutari, da tempo conosciute e sfruttate, tanto da creare una vera e propria terapia: ecco la cynaroterapia.

 

Cynaroterapia: cos’è

Ce ne sono differenti versioni dell’uso del carciofo come terapia. Fin dall’antichità il carciofo era noto per i suoi effetti benefici, ma è verso la fine del 1800che vengono segnalati e registrati scientificamente i risultati benefici dell’uso di succo di carciofo.

Gli effetti si ottengono più rapidamente e sono di lunga durata se si abbina la terapia dei carciofi a una dieta priva di grassi, alimenti raffinati e conservati. Via libera ai cereali integrali, alla verdura cruda e alla frutta fresca o secca. E ai carciofi!

Ecco le varianti:

 

  1. Con succo fresco di carciofo. Se ne consigliano 10 ml, anche diluiti in acqua, prima dei pasti. Almeno per 15-20 giorni
  2. Col succo “potenziato” di carciofo, sedano e aglio: frullati con acqua, se ne beve un bicchiere la mattina prima di colazione e uno a cena. Sapore forte, ma benefici certi! Preferiteli tutti daagricoltura biologica, oppure prima di utilizzarli, sciacquateli in acqua e bicarbonato. Cuocete i carciofi a vapore, per poco tempo (lunghi tempi di cottura nuocciono al carciofo e alle sue proprietà benefiche)
  3. Con la tisana di carciofo: un cucchiaio di foglie e fiori secchi (che vi preparerà il vostro erborista di fiducia) messi in infusione in una tazza di acqua. Da bere 2-3 volte al giorno
  4. Con la tintura madre di carciofo: 30 gocce al giorno, in poca acqua, tutte le sere per almeno 30 giorni.

 

 

Prova le ricette con i carciofi

 

Cynaroterapia: a cosa serve

E dopo un lauto pasto, si beve un bell’amaro, di quelli forti. Forse è consuetudine ormai superata, ma avete mai pensato alle origini di questa pratica? Le erbe amare, si sa da secoli, stimolano lafunzionalità del fegato, aiutano a digerire soprattutto i grassi.

Il carciofo è tra i “re” di questi rimedi: è ricco di minerali quali calcio, magnesio e potassio, di fibre e di vitamine, ma soprattutto di cinarina, sostanza che protegge le cellule del fegato.

La cinarina svolge un ruolo sul sistema biliare: stimola la produzione della bile (funzione coleretica) e contemporaneamente ne stimola il flusso verso l’intestino (funzione colagoga). Proprio per queste sue proprietà, la cynaroterapia è sconsigliata a chi soffre di calcoli biliari.

L’effetto generale della cynaroterapia è la stimolazione di tutti i sistemi disintossicantidell’organismo: fegato, intestino, reni.

Oltre al folklore e alle tradizioni goderecce, ora vi sono studi scientifici che dimostrano come la cynaroterapia, terapia a base di succo (o estratti secchi/tintura) di carciofo sia di giovamento a cattiva digestione, sovraccarico epatico e addirittura possa migliorare l’ipercolesterolemia (dimostrato dal l’equipe di studiosi dell’Università inglese di Reading).

Altro effetto forse meno conosciuto, della cynaroterapia, è quella di facilitare, grazie all’inulina – una fibra contenuta in abbondanza nel carciofo – l’azione dell’insulina, tenendo bassi i livelli di glucosionel sangue. Questo è molto positivo, tranne per i casi di diabetici in cura con insulina, che potrebbero andare incontro a crisi ipoglicemiche.

 

Controindicazioni e avvertenze della cynaroterapia

Fatti salvi la sensibilità e il gusto personale, i carciofi sono generalmente ben tollerati, tranne in alcune situazioni fisiologiche o patologiche, per le quali l’utilizzo è sconsigliato:

 

  • Chi soffre di diabete, patologie renali o dei tratti biliari, deve chiedere prima al medico curante.
  • Sono sconsigliati a chi soffre di allergie alla famiglia delle Asteracee.
  • Durante l’allattamento, solo un’attenzione: possono alterare il sapore del latte(fonte)

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